Meno sangue, più controllo e tempi ridotti: all’Istituto Nazionale Tumori Pascale va in scena una prima mondiale nella chirurgia epatica robotica, con l’utilizzo di un dispositivo di nuova generazione sviluppato dalla start-up italiana Kylix Srl in una resezione eseguita senza sanguinamento significativo e senza ricorso alla manovra di Pringle.
L’équipe guidata da Francesco Izzo ha portato a termine un’epatectomia sinistra robotica in 90 minuti, mantenendo un campo operatorio costantemente pulito. L’assenza di clampaggio vascolare rappresenta un elemento di rilievo, con potenziali vantaggi in termini di riduzione del danno ischemico e migliore preservazione della funzione epatica.

Il dispositivo si inserisce nell’evoluzione delle tecnologie per dissezione e coagulazione, offrendo un controllo emostatico preciso che, integrato alla piattaforma robotica, può contribuire a rendere le resezioni epatiche più sicure e standardizzabili. Il decorso post-operatorio è stato rapido e privo di complicanze, con dimissione dopo tre giorni.
“Essere protagonisti di una prima mondiale conferma il ruolo del Pascale come centro di eccellenza nella ricerca e nell’innovazione chirurgica”, ha sottolineato il dott. Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS G. Pascale. Ma al di là del primato, il punto cruciale sarà la riproducibilità dei risultati su casistiche più ampie e in contesti diversi.
Per la comunità dei chirurghi epatobiliari, il messaggio è chiaro: l’integrazione tra robotica avanzata e dispositivi di nuova concezione sta accelerando l’evoluzione verso procedure sempre più precise, “blood-sparing” e potenzialmente più sicure, delineando un possibile nuovo standard in sala operatoria.
Autori: Redazione
Fonti: ANSA